Omotossicologia
OMEOPATIA
"L‘intervento sistematico può essere così descritto:
i veleni presenti nell'organismo vengono in un primo tempo accerchiati da un reggimento (da uno o più preparati composti);
poi, nella fase seguente della battaglia antiomotossica,
scendono in combattimento truppe scelte per un’azione più specifica (uno o più rimedi complessi).
L ' omotossina residua, quella che è, forse, all'origine del processo patologico, per così dire “il comandante della truppa nemica”,
viene eliminata con un colpo di pistola (il “simillimum”)"
Così Reckeweg illustra l’intervento dell' Omotossicologia, definita il “ponte” tra l’allopatia e il “simillimum”
L' Omotossicologia, a complemento della Medicina Omeopatica Classica, rileva come i processi vitali siano dovuti alla trasformazione di elementi chimici, in un sistema di "flusso" che può essere disturbato da sostanze non adeguate di varia natura (endogene, esogene, psichiche), le omotossine, in grado di danneggiare l’organismo.
La malattia che ne può derivare è l’espressione del tentativo dell’organismo di rendere innocue, per poi eliminare, tali tossine, compresi quei metaboliti intermedi le cui concentrazioni fuori norma potrebbero recare ulteriori danni.
L’ Omotossicologia ha identificato 6 diversi gradienti di danni tossici corrispondenti ad altrettanti livelli di intossicazione, le 6 FASI OMOTOSSICHE.
Ogni fase rappresenta l’espressione delle diverse capacità reattive (infiammatorie) dell’organismo per conservare la propria omeostasi e ripristinare la salute.
Le 6 fasi omotossiche sono state classificate e denominate dal Dott. Reckeweg in:
- FASE DI ESCREZIONE
- FASE DI REAZIONE
- FASE DI DEPOSITO
- FASE DI IMPREGNAZIONE
- FASE DI DEGENERAZIONE
- FASE DI NEOPLASMA
- Nelle fasi di Escrezione e Reazione, le omotossine si ritrovano a livello dei vasi capillari ematici, linfatici e nel liquido extracellulare. Le omotossine sono inglobate ed espulse facilmente con le escrezioni fisiologiche o, grazie alla Reazione Infiammatoria, prima neutralizzate e poi immesse nel sistema di flusso per la successiva eliminazione. Le due prime fasi si definiscono UMORALI, le patologie di tale livello hanno solitamente una buona prognosi in quanto è presente una buona reattività dell'organismo.
- Nelle fasi di Deposito e Impregnazione, le omotossine sono dapprima raccolte a livello della matrice connettivale nel caso in cui gli emuntori, in prima battuta, non siano riusciti ad espellerle, o quando la successiva, compensatoria, fase di reazione non sia riuscita a neutralizzarle. In un secondo momento le tossine potrebbero essere canalizzate a livello degli organi, verso un “locus minoris resistentiae” (ovvero il luogo in cui è presente una debolezza costituzionale che rende fragile il terreno a livello molecolare e cellulare, polarizzando l’azione delle omotossine su un tessuto piuttosto che su un altro, su un organo, un sistema, piuttosto che un altro), dove iniziano a destrutturare la cellula attaccando per primi i suoi meccanismi enzimatici.
Queste fasi si definiscono della SOSTANZA FONDAMENTALE, le patologie di tale livello sono più attenzionate in quanto inizia a configurarsi un deficit di reattività.
- Nelle fasi di Degenerazione e di Neoplasma, il carico omotossinico si trova nello spazio intracellulare delimitato dalla membrana citoplasmatica, con danni evidenti agli organuli cellulari e conseguente degenerazione tessutale. Lo stato infiammatorio cronicizzato può determinare la de-differenziazione in cellule anomale, con il contemporaneo indebolimento-sovvertimento delle difese organiche: prendono forma le neoplasie. Queste fasi si definiscono CELLULARI, le patologie di tale livello non hanno una prognosi favorevole, in quanto espressioni della scarsa reattività tipica di una alterazione lesionale.
E' bene sottolineare che gli spostamenti delle fasi che vanno dall'Escrezione al Neoplasma, avvengono non solo in senso progressivo, verso il peggioramento e l'approfondimento della malattia, ma possono svolgersi anche in senso regressivo, verso il miglioramento della malattia sino al ripristino della salute: ciò è quanto si prefigge la terapia omotossicologica, favorire la VICARIAZIONE REGRESSIVA verso la guarigione naturale, con l’eliminazione delle tossine, attivando gli emuntori, le difese immunologiche dell’organismo, le vie enzimatiche, la funzionalità degli organelli intracellulari.
Nel farmaco omotossicologico si possono trovare composizioni più o meno elaborate, con le opportune diluizioni.
I rimedi sono associati tra loro o perché della medesima classe chimica, o perché aventi una medesima polarità d’organo, o perché si completano nella loro azione fisiopatologica.
Si assumono in forma di gocce, compresse, fiale orali o fiale iniettabili, queste ultime si utilizzano nell'omeo-mesoterapia per trattare il dolore e nella medicina estetica.
I componenti sono:
- Rimedi omeopatici classici
- Organoterapici
- Nosodi
- Catalizzatori Intermedi del Ciclo di Krebs
- Cofattori Enzimatici
- Allergeni
- Farmaci allopatici omeopatizzati
- Vitamine
- Oligoelementi
La loro azione si basa su alcuni principi fondamentali quali:
- la Legge dei Simili, nella ricerca del rimedio che rispecchi il più fedelmente possibile il quadro sintomatico del malato
- la Legge dell’effetto inverso di Arndt Schultz
- il Principio del Burgi o del potenziamento dei diversi preparati somministrati contemporaneamente
Scelgo opportunamente tra i diversi complessi in base alle problematiche che il paziente descrive, associando poi, una corretta alimentazione, da studiare con apposita visita, una corretta integrazione, un approccio ampio al paziente secondo la PNEI, vedo aumentare notevolmente le possibilità di successo terapeutico.